Riding Sixties - Band romana Rock Classico anni 60

Biografia

Primordi
Gli storici sono concordi nel far risalire al 1989 il primo nucleo della formazione dei Riding Sixties. Come per i Quarrymen si trattava del concerto di fine anno in una scuola. L'istituto Cine TV di Roma. La differenza sta nel fatto che stavolta i fondatori erano due “prof”:  Enzo Civitareale reduce dalla scuola Gaumont di Renzo Rossellini  e Pietro Maria Tirabassi  proveniente  dal  DAMS  della  prima  ora  e  dalla  Bologna  di  Francesco Guccini  e  Radio  Alice.  Il  "Civita"  poteva  vantare, pur con la sua distintiva riservatezza, una prestazione da batterista  con  i  mitici  Corvi  nel  1970 e  una tournèe in Grecia  con i Gong, a  cui  Tirabassi  poteva, più modestamente, contrapporre una valorosa militanza Beat, l'esperienza in spettacoli teatral-musicali e il fatto di essere  uno  dei  pochi  al  mondo,  in  quel  momento,  a  saper  veramente  suonare  “Honky  Tonk  Women”  alla chitarra a 5 corde nello stile di Keith Richards.
La  line  up  del  1989  comprendeva  i  due  studenti  del  Cine  TV  Francesco  Apolloni,  basso,  e  Reiner Hoffman, chitarra, oltre a Terry Tirabassi, che non è più tra noi, voce e tastiere. La band esprimeva già una gran  voglia  di  ritornare  al  Rock  Classico  e  al  Beat, dopo  un  decennio  di  batterie  elettroniche,  suoni prefabbricati e pop plastificato, dove persino San Remo si faceva in Playback.

The Riding Sixties
Al  concerto  di  fine  anno  del  1991  la  formazione  integrava  gli  attuali  componenti  del  gruppo:  Marco “Stone” Bertogna, basso, e Simone Rauso “il Capellone”, voce e chitarra, anche loro giovanissimi studenti del Cine TV. Con Marco  e  Simone  il  gruppo  diventava  un  progetto  musicale  definito,  che  si  è  poi  evoluto  nei seguenti venti anni. Il nome Riding Sixties si deve al fonico Alberto Colajacomo che, alla fine delle session di registrazione del  primo  demo,  aveva  scritto  uno  striscione  ben  augurante  per  la  prima  tournèe  estiva  della  band:  “Pietro Maria Tirabassi Riding The Sixties”. L'espressione piacque subito a tutti e quel “The” fu spostato all'inizio del nome, secondo la tradizione Beat. “Doesn't make much sense!” fu il severo commento di una signora inglese sulla riviera adriatica alla lettura del nome sulla pelle della cassa della batteria. “Ma che genere di musica è questo?” era un'altra tipica osservazione che veniva fatta ai  concerti dei Riding. Nessuno aveva chiaro cosa fossero il Beat  e il Rock Classico.

Il  primo  concerto  a  Roma  con  il  nome  Riding  Sixties  fu  nel  Gennaio  del  1992  al  Classico,  alla  chitarra Andrea Grumberg  al  posto  di  Simone  Rauso. Una  rassegna  che  doveva  stabilire  chi  poteva  entrare  nella programmazione  del  locale.  Andò  benissimo,  anche  se  il  promesso  ingaggio  non  venne  mai!  Però  era successo qualcosa. Un clima di grande eccitazione e attenzione aveva caratterizzato tutta la performance, e il sound  del  complesso  era  stato  “una  macina!”  per  dirla  con  il  fonico  della  serata,  Mirko  Cascio.  I  Riding dimostravano  che  un'  inedita  scaletta  fatta  di  KinksAnimalsWhoThemYardbirdsSmall FacesTroggs, Creedence Clearwater Revival, Bob Dylan e Rolling Stones aveva davvero tanto da dire sia ad un pubblico di giovanissimi neofiti che di maturi esperti.

La  svolta  viene  nel  Gennaio  del  1993  con  il  Cavern  romano:  Il  Big Mama.  Alla  proposta  del  demo  di musica  Beat  la  prima  laconica  risposta  era  stata:  “Ma  qui  famo  Blues!”. Da  quel  momento  però,  a  poco  a poco, la “Home of the Blues in Rome” si apriva al Beat, alla British Invasion, al Rock Classico e i Riding Sixties potevano confrontarsi con un suono, un palco e un pubblico di prim'ordine.  E con illustri colleghi e maestri: Roberto Ciotti, Lello Panico, i Mad Dogs.

Dal 1994 al 1997 militano nei Riding il cantautore Giacomo Docimo, prima al basso e poi alla chitarra e voce, il chitarrista beatlesiano Piero Cappella e il tastierista Luca Porreca. E' del 1997 il primo CD dei Riding: “Beat” registrato da Giovanni Onofri live al Big Mama e prodotto da Canal Jimmy, testata televisiva che si è occupata dei Riding Sixties, insieme a Rai 2 (Serata Pop) e Sat 2000.
Famosa su YouTube la diretta dell'incontro della band con il Maestro Shel Shapiro dei Rokes.
Nel 2005 entra nel gruppo l'attuale tastierista Al Stamps (aka Alberto Bolli). Nel  2007  esce  Coverband  con  l'omonimo  singolo:  un  autoironico  manifesto  sull'arte  e  il  ruolo  storico delle cover (band). Il CD è dedicato al Maestro Muti che ha gentilmente ricambiato i Riding con un prezioso biglietto  di auguri.  In  Coverband  i  Riding sviluppano con il fonico Eugenio Vatta un  nuovo  sound  da  studio, che però rispecchia le loro esibizioni live. In questo CD la band dimostra di prendere sul serio la lezione del Beat  italiano  e  inglese,  oltre  che  dei  maestri  Stones,  con  riedizioni  efficaci  e  personali  di  autentiche  chicche per intenditori ed evergreen noti al più vasto pubblico.

Pian piano il gruppo diventa sempre più capace di intrattenere i pubblici più diversi sia nei club che nelle piazze, riuscendo con un sound personalissimo e malleabile ad affrontare il suo enciclopedico repertorio, che va dal Beat italiano al Rock inglese passando per Dylan e i Beatles. Negli ultimi anni propongono “Beatles VS Rolling Stones” il loro nuovo spettacolo originale, che porteranno in teatro.
 
La stagione 2011-2012 è dedicata al ventennale dei Riding Sixties che darà alla luce il loro nuovo CD che si dovrebbe intitolare: “20th Nervous Breakdown".

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